Canne fumarie impianti a gas normativa

In questo articolo vedremo le ultime normative per le canne fumarie negli impianti a gas, tra cui caldaie domestiche e industriali, ovvero i generatori di calore più diffusi in Italia. In questo la caso la normativa è molto differente da quella applicata alle canne fumarie per stufe, caminetti e altri generatori a biomasse, ma anche da quella per le canne fumarie per caldaie a condensazione, che hanno esigenze proprie e diverse.

La sempre più diffusa introduzione di fonti rinnovabili e la conseguente e progressiva sostituzione di generatori esistenti, portano alla revisione della norma UNI-CIG 7129/2008, che regola gli impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione. Si applica ai nuovi impianti, alle ristrutturazioni, a impianti esistenti e ai casi di manutenzione straordinaria.

La nuova UNI 7129/2015 si divide in 5 parti (la quinta riguardante lo scarico della condensa, sostituirà la norma UNI 11071/2003):

  • PARTE 1 – Impianto interno;
  • PARTE 2 – Installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione;
  • PARTE 3 – Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • PARTE 4 – Messa in servizio degli impianti/apparecchi;
  • PARTE 5 – Sistemi per lo scarico delle condense.

L’uscita della nuova edizione della norma UNI 7129/2015 si accompagna alla pubblicazione della nuova edizione della UNI 7128 (“Impianti a gas per uso civile – Termini e definizioni”), alla quale la nuova UNI 7129/2015 fa sempre riferimento, e della nuova edizione della UNI 9036 (“Gruppi di misura – Prescrizioni di installazione”).

A partire dal 26/09/2015 i fabbricanti di caldaie a gas possono immettere sul mercato solo:

  • Caldaie con rendimento stagionale ≥ 86% (caldaie a condensazione);
  • Caldaie di tipo B1 per sola sostituzione su CCR esistenti con rendimento stagionale ≥ 75% (si deroga per le caldaie per solo riscaldamento P ≤ 10 kW e caldaie combinate P ≤ 30 kW).

Determinante è inoltre la Legge 90/2013, e l’Art. 17-bis “Requisiti degli impianti termici”, che afferma: “Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio, alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente”.

E’ possibile derogare nei casi in cui (comma 9-bis):

  1. Si procede, anche nell’ambito di una riqualificazione energetica dell’impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
  2. L’adempimento di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale;
  3. Il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto;

E’ possibile derogare allo sbocco dei fumi sopra il tetto, esclusivamente se si procede all’installazione di canne fumarie negli impianti a gas che, per valori di prestazione energetica e di emissioni appartengono alle classi 4 e 5 previste dalle norme UNI EN 297, UNI EN 483, e UNI EN 15502, e posizionando i terminali di tiraggio in conformità alla UNI 7129.

Gli organismi normativi internazionali hanno introdotto una classificazione degli apparecchi a gas in 5 classi di emissione (per gli apparecchi a gasolio esistono classi analoghe, ma con limiti più blandi).

I livelli di emissione (concentrazione per kWh di potenza installata) per le caldaie a gas sono i seguenti:

Classe NOx Livelli di emissione
1 fino a 260 mg/kWh
2 fino a 200 mg/kWh
3 fino a 150 mg/kWh
4 fino a 100 mg/kWh
5 fino a 70 mg/kWh

 

Tale deroga dovrà essere evidenziata con una documentazione tecnica firmata e asseverata da un tecnico abilitato da allegarsi alla dichiarazione di conformità dell’impianto redatta alla fine dei lavori di installazione della canna fumaria negli impianti a gas, dall’installatore.

Per determinare i requisiti generali costruttivi e definire le prestazioni dei camini, i relativi raccordi e i canali da fumo, è stata emanata una norma europea, la UNI EN 1443/2005Camini – Requisiti generali”.

Quest’ultima stabilisce che i camini devono essere classificati secondo le seguenti caratteristiche di prestazione: temperatura, pressione, resistenza alla condensa, resistenza alla corrosione, materiale, resistenza al fuoco di fuliggine e distanza da materiali combustibili.

Il dimensionamento di una canna fumaria negli impianti a gas viene regolato da una serie di valori che devono essere ben bilanciati per ottenere il corretto funzionamento, in tutte le condizioni operative e climatiche. I principali parametri da prendere in considerazione sono:

  • Temperatura dei fumi: prima dell’arrivo sul mercato dei generatori a condensazione si cercava di avere una temperatura molto alta, ora invece per ottenere un’ottima resa del generatore si lavora con temperature molto basse;
  • Altezza della canna fumaria: semplificando, tanto maggiore è l’altezza tanto maggiore sarà l’effetto di tiraggio del camino;
  • Isolamento termico del camino: risulta indispensabile dotare il camino di un buon isolamento in modo tale da ridurre l’abbassamento della temperatura dei fumi durante la loro ascesa verso la parte superiore della canna fumaria. E’ necessario evitare che la temperatura scenda sotto il punto di rugiada, in modo da impedire la formazione di condensa interna nel camino. Nel caso di caldaie a condensazione, è necessario l’utilizzo di particolari condotti omologati per ricevere la condensa dei fumi;
  • Resistenze localizzate: devono essere limitate al massimo le perdite di carico dovute a resistenze accidentali come curve, bruschi cambi di direzione, pareti interne non idonee o terminali non corretti.

Nel caso di strutture edilizie multi piano dotate di impianti autonomi, vengono adottate canne fumarie definite di tipo collettivo, appositamente dimensionate per raccogliere i prodotti della combustione dei singoli generatori termici.

Esistono due tipologie costruttive:

  • le canne fumarie collettive ramificate, idonee per lo scarico dei fumi delle caldaie di tipo “B” a tiraggio naturale, e le canne fumarie collettive per caldaie di tipo “C” a tiraggio forzato;
  • Le canne fumarie collettive ramificate si applicano solamente a caldaie a tiraggio naturale con potenza inferiore ai 35kW. La normativa di riferimento è la UNI 10640/1997 “Canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B a tiraggio naturale. Progettazione e verifica”.

Infine la canna fumaria collettiva ramificata deve avere un libretto riportante le modalità di installazione, d’uso e di manutenzione fornito dal costruttore. Assieme al libretto, deve essere presente la copia del progetto firmata da un tecnico abilitato. Nel caso di caldaie a tiraggio forzato con potenza inferiore a 35kW si deve fare riferimento alla norma UNI 10461 per le caldaie tipo C standard e alla norma UNI EN 13384-2/2009 “Camini – Metodi di calcolo termico e fluido dinamico – Parte 2: Camini asserviti a più apparecchi di riscaldamento” per caldaie tipo C a condensazione.

Un sistema risulta essere funzionale al tipo di apparecchio cui è asservito quando, sottoposto alle verifiche necessarie, soddisfa le condizioni di:

  • Adeguato afflusso di aria comburente;
  • Assenza di riflusso dei prodotti della combustione verso l’ambiente interno;
  • Corretta evacuazione dei prodotti della combustione.

Le caratteristiche strutturali di un sistema si ritengono adeguate se, sottoposto alle verifiche sopra citate, soddisfa le condizioni:

  • Le aperture di ventilazione per l’adduzione dell’aria comburente agli apparecchi raccordati al sistema risultano libere, di adeguata superficie e protette con opportune griglie dove richiesto;
  • Gli altri cambiamenti del sistema sono realizzati con materiali adatti e non devono presentare segni di deterioramento, danneggiamento, crepe o fessurazioni. In particolare i camini, le canne fumarie e i condotti intubati devono avere andamento verticale ed eventuali deviazioni di percorso o di sezioni devono comunque consentire il corretto funzionamento del sistema;
  • La posizione e la quota di sbocco devono essere conformi a quanto prescritto dalla UNI 7129;
  • La camera di raccolta deve essere di adeguata altezza.

 

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