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Il “percorso” che porta la pianta a diventare un combustibile è detto filiera. Nel caso specifico delle biomassa legnosa a fine energetico si fa riferimento al termine filiera legno-energia. Tale percorso vede la presenza di determinati “attori”, ossia tutte le realtà produttive e commerciali che ricoprono un ruolo dalla sua origine (approvvigionamento della materia prima) sino alla sua fine (utilizzatore del combustibile nei generatori): i principali sono i produttori (aziende agroforestali/selvicolturali, aziende che si occupano dei processi di trasformazione). 

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La Specifica Tecnica UNI TS 11657:2016 “Attività professionali non regolamentate - Figure professionali che eseguono l'installazione, la manutenzione e la pulizia degli impianti termici a legna o altri biocombustibili solidi comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, in vigore dal 17 Novembre 2016, definisce i requisiti di qualificazione relativi all’attività professionale di coloro che operano sui generatori di calore e sugli impianti termici (e le loro componenti) a biocombustibile solido, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione, in particolare le operazioni di installazione, manutenzione e pulizia. La Specifica Tecnica si articola in 7 punti e 2 appendici.

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Questo articolo vuole implementare quanto già detto per il pellet riguardo le certificazioni delle biomasse legnose. Si è visto quanto sia fondamentale l’utilizzo di prodotti combustibili di comprovata qualità affinché siano garantiti il rendimento del generatore, il conseguente risparmio energetico, l’effettiva sostenibilità del combustibile e le relative basse emissioni di agenti inquinanti durante la combustione.

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Non ha precedenti, nella storia contemporanea del nostro Paese, la situazione di emergenza epidemiologica in corso; la diffusione del coronavirus COVID-19 coinvolge il mondo intero: il giorno 11 Marzo l’O.M.S. ha dichiarato infatti lo stato di pandemia, cambiando in modo radicale, oltre a quello sanitario, ogni altro ambito della vita: sociale, economico, politico. Al fine del contenimento del contagio sono state messe in atto dal nostro Governo varie misure, dapprima circoscritte nei comuni focolaio delle cosiddette “zone rosse” poi estese a tutto il territorio nazionale.

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Il problema delle polveri sottili (PM10, PM2,5, PM1) è un aspetto di primaria importanza in tema di qualità dell’aria, soprattutto in contesti particolarmente “complessi” come quello della Pianura Padana la cui caratteristica geografica è quella di essere una sorta di bacino, seppure molto ampio, chiuso su tre lati da catene montuose nel quale, pertanto, scarseggia la circolazione d’aria e dunque il ricambio della stessa.

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Negli articoli trattati in questo blog, si sono visti ed analizzati molti aspetti relativi all’impiantistica di climatizzazione degli edifici, sia per quanto concerne i generatori che per quanto concerne l’involucro edilizio, evidenziando, di volta in volta, quali siano i requisiti, le esigenze e le problematiche legate al caso e, più un generale, alla possibilità d’intervento. Nel caso degli edifici vincolati, ossia in quelle architetture che ricadono nella tutela del D.Lgs 42/2004, la questione impiantistica diviene, giocoforza, più complicata in quanto non si ha più a che fare con la “semplice ristrutturazione” edilizia bensì con interventi più delicati quali sono quelli di restauro e conservazione architettonica.

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L’intubamento di una canna fumaria è la pratica maggiormente utilizzata per il risanamento e la messa a norma di canne fumarie che per motivi di vetustà, inadeguatezza del materiale, sostituzione di generatori o di combustibile non siano più in grado di garantire la corretta evacuazione dei fumi nonché l’intero funzionamento del sistema di riscaldamento.

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Con il Protocollo di Kyoto, tutti i paesi membri dell'Unione Europea si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020; la Direttiva dell’Unione Europea 2005/32/CE, nota come Direttiva EuP (Energy-using Products), pubblicata il 6 Luglio 2005 ed entrata in vigore nell'Agosto 2007, è una Direttiva Quadro che riguarda l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia; nel 2009 la Direttiva EuP è stata rivista in maniera sostanziale e quindi sostituita dalla Direttiva 2008/28/CE per giungere, infine, alla Direttiva 2009/125/CE denominata ErP (Energy Related Products); l’abrogazione delle succitate precedenti direttive in materia e l’adozione della ErP pongono il punto di riferimento per l’Eco-Design. L’intenzione è quella di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili, preferendo tecnologie a minore impatto ambientale e con migliore rendimento energetico.

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