Canne fumarie per caldaie a condensazione

Normativa, progettazione, installazione e manutenzione di canne fumarie per caldaie a condensazione

 

Per completare l’argomento riguardante gli impianti a gas, tratteremo ora il tema delle canne fumarie per caldaie a condensazione, ricordando l’entrata in vigore della normativa (in particolare la UNI 7129/2015).
Vedremo inoltre la normativa riguardante le canne fumarie collettive per caldaie a condensazione e quella per le canne fumarie esterne, relativa anche al calcolo e al dimensionamento del diametro.

 

Le caldaie a condensazione (caldaie a camera stagna), la cui installazione può avvenire sia all’interno che all’esterno, permettono di ottenere un risparmio energetico rilevante, in quanto riescono a recuperare il calore dei fumi di scarico creati durante la combustione. Il calore recuperato dai fumi di scarico, che vengono fatti condensare e che in origine hanno una temperatura di 110° circa, viene reinvestito per riscaldare l’acqua di ritorno dall’impianto di riscaldamento.

Il rendimento di queste caldaie riesce a raggiungere anche una percentuale del 106% e trasferire così, all’intero impianto, una classe energetica superiore.

Le caldaie a condensazione possono essere utilizzate in abbinamento ai sistemi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Si tratta insomma di una novità che cambierà per sempre il modo di intendere il riscaldamento domestico, di una soluzione eccellente ai problemi ambientali ed energetici che hanno bisogno di una soluzione immediata.

 

Scarico a tetto o a parete

Determinante è inoltre la Legge 90/2013, e l’Art. 17-bis “Requisiti degli impianti termici”, che afferma: “Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio, alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente”.

Se s’installano apparecchi a condensazione appartenenti alla classe di NOx meno inquinante, si potrà sempre derogare dall’obbligo di scarico a tetto purché si rispettino le distanze indicate dalla UNI 7129/2015 (distanze dei terminali da balconi, finestre, aperture di aerazione/ventilazione, piano di calpestio, etc.). Tale deroga dovrà essere evidenziata con una documentazione tecnica firmata e asseverata da un tecnico abilitato, da allegarsi alla dichiarazione di conformità dell’impianto redatta a fine lavori dall’installatore.

Può avvenire nel caso di distacco della singola utenza da un impianto di riscaldamento centralizzato, o di trasformazioni da centralizzato ad autonomo, o ancora per la ristrutturazione della totalità degli impianti autonomi appartenenti allo stesso edificio.

 

Progettazione canne fumarie per caldaie a condensazione

Per determinare i requisiti generali costruttivi e definire le prestazioni dei camini, i relativi raccordi e i canali da fumo, è stata emanata una norma europea, la UNI EN 1443/2005Camini – Requisiti generali”.

Quest’ultima stabilisce che i camini devono essere classificati secondo le seguenti caratteristiche di prestazione:

  • Temperatura;
  • Pressione;
  • Resistenza alla condensa;
  • Resistenza alla corrosione;
  • Materiale;
  • Resistenza al fuoco di fuliggine;
  • Distanza da materiali combustibili.

La caldaia a condensazione, a differenza delle altre caldaie a gas, presenta alcune differenze, che incidono sulla progettazione e il funzionamento dell’impianto di evacuazione dei prodotti della combustione.

L’evacuazione dei prodotti della combustione può essere realizzata in uno dei seguenti modi:

  • In camino/canna fumaria collettiva operante in depressione;
  • In camino operante in pressione positiva rispetto all’ambiente di installazione, collocato all’esterno dell’unità abitativa e non addossato ad essa;
  • Tramite un condotto per intubamento funzionante con pressione positiva;
  • Tramite un condotto per intubamento operante in depressione;
  • Diretto a parete (nei casi consentiti) o a tetto con terminale.

 

I diversi sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione di un generatore a condensazione, sono da preferirsi in materiale plastico (canne fumarie in plastica per caldaie a condensazione) come prescritto dalla UNI EN 14471, e rispettare i seguenti requisiti di carattere generale:

 

  • Allo scopo di evitare la formazione di ghiaccio la temperatura della parete intera del sistema non deve essere minore di 0°C;
  • La tenuta del camino/canna fumaria deve essere garantita dal costruttore del sistema;
  • Il materiale utilizzato deve resistere all’azione delle condense;
  • La superficie esterna e la struttura di eventuali vani tecnici deve essere di classe 0 di reazione al fuoco;
  • Non è consentito l’utilizzo di organi ausiliari di aspirazione in camini funzionanti in pressione positiva;
  • Il comignolo, dove previsto, deve avere una sezione utile di uscita almeno due volte quella del camino.

 

Schema canne fumarie per caldaie a condensazioneUn sistema intubato, funzionante in pressione positiva deve essere ispezionabile, prevedere un’intercapedine ventilata (la cui sezione deve essere equivalente alla somma delle sezioni di tutti i condotti); eventuali restringimenti e/o cambiamenti di direzione, devono essere verificati da un calcolo o espressamente dichiarati idonei dal costruttore.

Nel caso si realizzi un condotto intubato funzionante in pressione negativa, sono ammessi due cambi di direzione con incidenza non maggiore di 45°.

Nel caso in cui in un immobile esista già una canna fumaria collettiva, è sufficiente fare passare dei tubi di materiale plastico, quale PVC, all’interno del condotto, fino ad arrivare allo sbocco sul tetto; quest’operazione è necessaria poiché i fumi delle caldaie a condensazione sono più acidi e quindi più corrosivi rispetto ad una caldaia tradizionale.

In abbinamento a caldaie a condensazione è necessario utilizzare condotti per intubamento che abbiano classe W di resistenza alla condensa e classe P1 di pressione, oppure utilizzare condotti forniti direttamente dal costruttore dell’apparecchio.
L’operazione di intubamento è utile nell’ambito della ristrutturazione di un impianto domestico, per realizzare un sistema nuovo per l’evacuazione dei prodotti della combustione a partire da una canna fumaria. Questi interventi devono rispettare le prescrizioni contenute nella normativa e nella legislazione tecnica vigente; in particolare, al termine dei lavori ed in corrispondenza della messa in servizio del sistema intubato, dovrà essere compilata la dichiarazione di conformità.
Per caldaie a condensazione al di sotto dei 35 kW a gas si possono usare anche tubi sintetici solo se marchiati CE, oltre i 35 kW a condensazione il condotto deve in ogni caso essere incombustibile.

 

Manutenzione canne fumarie per caldaie a condensazione

La manutenzione ordinaria del sistema intubato, deve avvenire ogni cinque anni attraverso la verifica di tenuta, che deve essere effettuata in accordo a quanto specificato dalla norma UNI 10845/2000, che stabilisce i criteri per la verifica della funzionalità di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione in esercizio, asserviti ad apparecchi alimentati a gas e per la verifica dell’idoneità di sistemi esistenti, per i quali è previsto il collegamento di apparecchi alimentati a gas.

Gli esiti dovranno essere allegati al libretto d’impianto della caldaia. In mancanza di tali risultati e nel caso in cui non venga rispettato il limite di tenuta sopra specificato decadrà la garanzia del sistema e le responsabilità del costruttore.

Tutte le caldaie a condensazione devono essere collegate ad uno scarico della condensa di combustione, rispettando la UNI 7129/2015, Parte 5 – Sistemi per lo scarico delle condense (ex UNI 11071/2003), che non impone più lo scarico delle condense direttamente nelle fognature, ma lascia aperte altre possibilità di scarico purché nel rispetto della legislazione vigente (il sistema di scarico può essere collegato ad un impianto di smaltimento reflui domestici).

 

 

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5 Comments

  1. La canna fumaria coassiale è di certo la migliore canna fumaria possibile per una caldaia a condensazione e su un blog ultimamente ne ho preso atto poi ovviamente mi sono ulteriormente documentato ed è così.
    L’articolo che ho trovato interessante insieme a questo vostro qui l’ho trovato su: https://caminoteca.it/blog/canna-fumaria-coassiale-consumi-ridotti-e-minore-inquinamento

    Saluti al blog di apros.it

  2. Anche per le caldaie a condensazione superiori ai 35 kw occorre che il camino superi di un metro il colmo del tetto di un edificio vicino se è a 16 mt dalla centrale ?

    • Gentile Ermes, secondo il D.Lgs. 152/06 – Allegato IX alla Parte Quinta, Parte Seconda, art. 2, punto 2.10, così come modificato dal D.Lgs. 128/2010: Le bocche dei camini situati a distanza compresa fra 10 e 50 metri da aperture di locali abitati devono essere a quota non inferiore a quella del filo superiore dell’apertura più alta. Tuttavia lo stesso comma riporta a seguire: Le presenti disposizioni non si applicano agli impianti termici a condensazione conformi ai requisiti previsti dalla direttiva 90/396/CE del Consiglio, del 29 giugno 1990, concernente gli apparecchi a gas, tra i quali presumiamo di poter includere l’impianto del Suo caso. Pertanto, con i dati, di certo parziali, che abbiamo al momento attuale, il consiglio è quello di riferirsi alla UNI 7129, http://blog.apros.it/2016/11/10/evacuazione-dei-fumi/ la cui prescrizione parla di una quota di sbocco non inferiore ai 500 mm dal piano di copertura in presenza di ostacoli con aperture situati ad una distanza maggiore di 4 metri.

  3. Sono del Piemonte, devo cambiare la caldaia. Un idraulico mi ha consigliato quella a tiraggio naturale, mentre un’altro quella a condensazione. Qual’è la migliore ?
    Ma soprattutto, considerando che io vorrei mettere quella a condensazione, se ho una canna fumaria condominiale di c.a. 20cmx20cm , in comune con un’ altro inquilino posso metterla ? Se gli lascio lo spazio nella canna fumaria condominiale, per mettere la sua canna fumaria (che per le caldaie a condensazione dovrebbe essere da 80) posso metterla senza problemi oppure l’altro inquilino potrebbe farmi storie o avvalersi di qualche cavillo legale per non permettermi di mettere la “mia” canna fumaria della mia caldaia a condensazione ?

    • Buongiorno Luca,
      per la scelta del generatore che possa dare ottimale rendimento si devono considerare almeno i seguenti fattori:
      – impianto esistente di distribuzione del calore (radiatori, pavimento radiante, ecc);
      – superficie dell’abitazione da riscaldare;
      – la sicurezza: la tipo C a condensazione ha la camera stagna e le valvole di non ritorno e pesca aria dall’esterno senza contaminare il locale d’installazione da ogni tipo di gas.
      Come avrà letto nel nostro articolo la caldaia a condensazione è senz’altro capace di un rendimento maggiore rispetto ai generatori tradizionali, tuttavia questo, e il conseguente risparmio, si ottengono facendola lavorare a basse temperature e in maniera il più possibile continuativa: se si ha un impianto a radiatori e si è abituati ad accenderlo qualche ora più volte al giorno non si farà ‘lavorare’ al meglio la caldaia a condensazione e quindi non verrà sfruttato il suo potenziale, meglio abituarsi a mantenerla in esercizio, a regime di temperatura inferiore, per la maggior parte della giornata in maniera tale da favorire il processo di recupero dei del calore latente dei fumi.
      Fatta questa premessa e le dovute considerazioni assieme all’installatore prediligere un modello a condensazione darà senz’altro miglior rendimento e, nel lungo periodo, un risparmio economico.
      L’installazione di una canna fumaria dedicata adatta ai generatori a condensazione all’interno di un cavedio esistente è un’operazione molto comune. Ciò nonostante devono essere rispettate le indicazioni del costruttore indicate nel manuale uso e manutenzione e nella norma di riferimento UNI 7129. Gli installatori spingono un condotto in materiale plastico all’interno del condotto esistente sino allo sbocco a comignolo, rispettando le distanze da condotto a condotto.
      Le consigliamo comunque, assieme all’installatore che avrà preventivamente effettuato una valutazione di fattibilità, di informare il vicino dell’intervento che si intende fare e delle modalità con cui sarà eseguito. L’installatore, a intervento eseguito dovrà rilasciarLe dichiarazione di conformità relativa alle opere eseguite e ai materiali utilizzati, in questo modo il Suo vicino non dovrebbe avere nessun problema e nessuna obiezione rispetto all’intervento.

      Nota bene: è importante, però, controllare se l’asola tecnica è ad uso Gas (Caldaie) o Vapori (Cappe Cucina) e cosa indica la concessione condominiale.

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