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Le fonti di energia rinnovabili (energia eolica, energia solare, energia idroelettrica, energia geotermica, biomassa, biocarburanti, etc.) costituiscono delle alternative ai combustibili fossili che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, a diversificare l'approvvigionamento energetico e a ridurre la dipendenza dai mercati dei combustibili fossili, in particolare petrolio e gas.

 

Direttive europee per le energie rinnovabili

L’evoluzione della legislazione europea, e di conseguenza la legislazione di recepimento degli Stati membri, inizia nel 1997 con pubblicazione del Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili, che poneva l’obiettivo di soddisfare il 12% delle esigenze di consumo di energia e il 22,1% delle esigenze di consumo di elettricità a partire da fonti rinnovabili entro il 2010, con gli obiettivi indicativi per ciascuno Stato membro stabiliti nella direttiva 2001/77/CE.

La direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, recante abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, ha stabilito che una quota obbligatoria del 20% del consumo energetico dell'UE deve provenire da fonti di energia rinnovabili entro il 2020; inoltre, tutti gli Stati membri sono tenuti a derivare il 10% del carburante utilizzato per i trasporti da fonti di energia rinnovabili entro il 2020.

La Direttiva ha altresì stabilito i requisiti relativi ai diversi meccanismi che gli Stati membri possono applicare per raggiungere i propri obiettivi (regimi di sostegno, garanzie di origine, progetti comuni, cooperazione tra Stati membri e paesi terzi), nonché criteri di sostenibilità per i biocarburanti. La medesima direttiva, stabilisce, tra le altre cose, obiettivi nazionali in materia di energia rinnovabile per ciascun paese, tenendo conto della situazione di partenza e del potenziale complessivo riguardante le fonti energetiche rinnovabili. Gli obiettivi spaziano da un minimo del 10% per Malta a un massimo del 49% per la Svezia, passando per tanti traguardi intermedi come quello che dovrà raggiungere l’Italia che entro il 2020 dovrà coprire il 17% dei consumi finali di energia mediante fonti rinnovabili; gli Stati membri dell'UE definiscono il modo in cui prevedono di raggiungere tali obiettivi e la tabella di marcia generale per la loro politica in materia di energie rinnovabili nei piani d'azione nazionali per le energie rinnovabili. I progressi compiuti verso gli obiettivi nazionali sono misurati ogni biennio, a seguito della pubblicazione, da parte degli Stati membri, delle relazioni nazionali sullo stato di avanzamento delle energie rinnovabili.

Nella sua comunicazione del 6 giugno 2012 Energie rinnovabili: un ruolo di primo piano nel mercato energetico europeo, la Commissione ha individuato i settori nei quali è necessario intensificare gli sforzi entro il 2020 affinché la produzione di energie rinnovabili dell'UE continui ad aumentare fino al 2030 e oltre. L'energia rinnovabile svolge un ruolo fondamentale nella strategia a lungo termine della Commissione, quale delineata nella Tabella di marcia per l'energia 2050.

Nell’ambito delle biomasse e dei biocarburanti, nel 2015, le direttive sulla promozione delle energie rinnovabili e sulla qualità dei carburanti sono state rivedute per riconoscere e mitigare l'effetto negativo della produzione di biocarburanti sull'ambiente, in termini di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni e connesse emissioni di gas a effetto serra. Di conseguenza, la quota di energia da biocarburanti prodotti a partire dai cereali e da altre colture amidacee, zuccherine e oleaginose e da altre colture coltivate su superfici agricole come colture principali, soprattutto a fini energetici, non dovrà essere superiore al 7% del consumo finale di energia nei trasporti negli Stati membri nel 2020. Dopo la pubblicazione di criteri non vincolanti per la biomassa a febbraio 2010 (COM (2010) 0011), la Commissione, infatti, ha deciso di rivedere le misure, valutare l'esito delle sue raccomandazioni originarie e determinare se in futuro saranno necessarie norme vincolanti. La proposta della Commissione di revisione della Direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili (COM (2016) 0767) del novembre 2016, comprende criteri aggiornati di sostenibilità per i biocarburanti utilizzati nei trasporti e i bioliquidi, nonché i combustibili solidi e gassosi ricavati da biomassa utilizzati per calore ed elettricità; sebbene l'attuale massimale del 7% sui biocarburanti di prima generazione sia mantenuto, si introducono un obbligo a livello di UE per i fornitori di combustibili di fornire una quota pari al 6,8 % di combustibili a basse emissioni e rinnovabili e un'estensione del campo di applicazione dei criteri di sostenibilità dell'UE per la bioenergia, includendo la biomassa e il biogas utilizzati per il riscaldamento e il raffreddamento e per la produzione di energia elettrica.

Nel novembre 2016, la Commissione europea ha presentato una proposta di rifusione della Direttiva sulla promozione delle fonti energetiche rinnovabili (FER). L'accordo ha fissato un obiettivo vincolante a livello di UE pari al 32% di energia da FER entro il 2030; il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato formalmente il testo nel dicembre 2018 (Direttiva (UE) 2018/2001), gli Stati membri dovranno recepire nel diritto nazionale la Direttiva riveduta entro il 30 giugno 2021.

 

Le novità introdotte dagli ultimi Decreti Legislativi sulle energie rinnovabili

Il D.Lgs. 28/2011 e le sue modifiche ed integrazioni (in particolare la Legge 116/2014, la Legge 9/2014, la Legge 134/2012 e la Legge 27/2012) costituisce il recepimento e l’attuazione della Direttiva 2009/28/CE nell’ambito legislativo italiano. Come specificato dall’art. 1 sulle finalità, il Decreto definisce gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico, necessari per il raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Tale quota, come detto sopra, è pari al 17%, nell’ambito dei trasporti la quota è pari almeno al 10% del consumo finale di energia.

Le principali novità del Decreto, si possono ricondurre ai seguenti argomenti:

  • procedure autorizzative degli impianti (aree contigue, tempi, procedura abilitativa semplificata);
  • requisiti e specifiche tecniche degli impianti (limitazioni a fotovoltaico);
  • disposizioni per la promozione dell’utilizzo del biometano;
  • sviluppo dell’infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento;
  • incentivi per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili termiche;
  • meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica (nuovo sistema di incentivazione, aste, certificati verdi, recupero impianti preesistenti al 31/12/07);
  • quarto conto energia fotovoltaico;
  • biocarburanti e relativa sostenibilità.

 

Il D.Lgs. 152/2006 Norme in materia ambientale e le sue modifiche ed integrazioni (in particolare il D.Lgs. 128/2010 e il D.Lgs. 104/2017) disciplina:

  • nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC);
  • nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche;
  • nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati;
  • nella parte quinta, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera;
  • nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente;

inoltre, definisce e specifica le caratteristiche (Allegato X alla Parte V, Parte II) delle biomasse combustibili per gli impianti termici, all’interno della disciplina dei combustibili.

L’elenco dei combustibili consentiti per gli impianti termici, civili e non, individua i seguenti materiali:

  1. gas naturale;
  2. gas di petrolio liquefatto;
  3. gas di raffineria e petrolchimici;
  4. gas d'altoforno, di cokeria, e d'acciaieria;
  5. gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi di petrolio;
  6. emulsioni acqua-gasolio, acqua-kerosene e acqua-altri distillati leggeri e medi di petrolio;
  7. biodiesel;
  8. olio combustibile ed altri distillati pesanti di petrolio;
  9. emulsioni acqua-olio combustibile o acqua-altri distillati pesanti di petrolio;
  10. legna da ardere;
  11. carbone di legna;
  12. biomasse combustibili;
  13. carbone da vapore;
  14. coke metallurgico e da gas;
  15. antracite, prodotti derivati dall’antracite e loro miscele;
  16. biogas;
  17. gas di sintesi proveniente dalla gassificazione di combustibili consentiti.

Per ognuno di essi il Decreto descrive, nella Parte II, Sezione 4, proprietà, tipologia e provenienza e condizioni di utilizzo; l’elenco inoltre prevede integrazioni e deroghe in base alla potenza nominale dell’impianto.

 

– Continua nella seconda parte –

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