uni-7129-parte-3

La norma UNI 7129:2015 Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione – Progettazione, installazione e messa in servizio” si compone di cinque parti e rappresenta il riferimento normativo tecnico per:

  • Parte 1: i criteri per la costruzione ed i rifacimenti di impianti interni o parte di essi, asserviti ad apparecchi utilizzatori aventi singola portata termica nominale massima non maggiore di 35 kW;
  • Parte 2: i criteri per l'installazione di apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW e per la realizzazione della ventilazione e/o aerazione dei locali di installazione;
  • Parte 3: i requisiti dei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW;
  • Parte 4: i criteri per la messa in servizio sia degli apparecchi di utilizzazione aventi singola portata termica nominale non maggiore di 35 kW, sia degli impianti gas di nuova realizzazione o dopo un intervento di modifica o sostituzione di apparecchio;
  • Parte 5: le modalità per la raccolta e lo scarico delle condense prodotte dai generatori di calore a condensazione e a bassa temperatura e quelle che si formano nei sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione (in sostituzione della UNI 11071:2003).

Le parti 1, 2, 3 e 4 sono state oggetti di revisione e pubblicazione di errata corrige nel 2017.

 

UNI 7129-3: l’evacuazione dei prodotti della combustione e le fasce di rispetto

La UNI 7129 – parte 3 descrive, in conformità con la legislazione vigente, in quali modi può avvenire l’evacuazione dei prodotti della combustione degli apparecchi di tipo B e C. È quindi possibile:

  • Realizzare nuovi sistemi fumari nel rispetto delle prescrizioni contenute nella norma stessa;
  • Utilizzare sistemi fumari esistenti, verificati con esito positivo secondo quanto indicato nella UNI 10845;
  • Realizzare sistemi intubati nel rispetto delle prescrizioni contenute nella norma stessa;
  • Evacuare direttamente all'esterno (scarico a parete o scarico diretto a tetto) nel rispetto delle prescrizioni contenute nella norma stessa.

Ampio spazio all’interno della norma è dedicato alle cosiddette fasce di rispetto, ossia le distanze che un condotto di evacuazione dei fumi e un terminale di scarico devono rispettare relativamente a:

  • Forometrie (finestre, portefinestre, ecc.) e relative adiacenze;
  • Aperture di aerazione/ ventilazione e relative adiacenze;
  • Balconi e terrazze;
  • Piani di calpestio (suolo o altri piani);
  • Grondaie;
  • Elementi architettonici (angoli, rientranze, pareti dell’edificio);
  • Tubazioni, scarichi e altri terminali di tiraggio.

 

Alcune delle prescrizioni relative alle fasce di rispetto e alle distanze minime sono comuni, la maggior parte di esse varia a seconda della tipologia di generatore e della potenza nominale dello stesso. A tal proposito ricordiamo la categorizzazione dei generatori in base alla UNI CEN/TR 1749:

  • Tipo A: apparecchio non previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo di scarico dei prodotti della combustione all’esterno del locale in cui è installato l’apparecchio. L’aria comburente è prelevata dall’ambiente stesso in cui l’apparecchio è posto;
  • Tipo B: apparecchio previsto per il collegamento a canna fumaria/camino o dispositivo di scarico per l’evacuazione all’esterno dei prodotti della combustione. L’aria comburente è prelevata dall’ambiente stesso in cui l’apparecchio è posto;
  • Tipo C: apparecchio il cui circuito di combustione è stagno rispetto all’ambiente in cui è posto. Il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono direttamente all’esterno del locale di installazione. A questa categoria appartengono gli apparecchi di tipo C6, ossia i generatori a camera stagna previsti per essere commercializzati senza terminali di carico o condotti forniti dal costruttore dell’apparecchio stesso.

Al fine della catalogazione sono poi aggiunti dei pedici numerici che identificano le varianti presenti all’interno di ogni singolo tipo i quali rappresentano la presenza o meno del ventilatore nel circuito di combustione e la sua eventuale posizione. Per gli apparecchi di tipo A e B sono aggiunte anche, eventualmente, due lettere (AS o BS), che identificano un dispositivo di sicurezza particolare.

 

Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale: posizionamento dei terminali di tiraggio

Nel corpo della parte terza della norma, dopo aver descritto tipologia e requisiti, viene affrontata la questione del posizionamento dei terminali di scarico per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale. Tali terminali devono essere:

  • Posizionati in modo tale da consentire un'adeguata dispersione dei prodotti della combustione e da impedire il ritorno dei fumi all'interno dell'edificio;
  • Situati sulle pareti perimetrali esterne dell'edificio (salvo i casi previsti);
  • Posizionati in modo che, per la sezione di efflusso nell'atmosfera, vengano rispettate le distanze minime indicate rispettivamente:

     

     

    • Nel caso si voglia installare il terminale sulla parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto;
    • Nel caso si voglia installare il terminale su una parete diversa da quella di cui si sta valutando la zona di rispetto.

 

Posizionamento dei terminali di tiraggio nella parete stessa di cui si sta valutando la zona di rispetto per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica

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Nelle zone tratteggiate e/o campite, le cui dimensioni sono variabili secondo la tabella seguente in base alla potenza dell’apparecchio, non è consentito il posizionamento del terminale di tiraggio.

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Nota 1: distanze riferite al punto di emissione dei prodotti della combustione:

  • Per apparecchi di tipo B e C coincide con il punto di intersezione dell’asse del terminale con la sezione di uscita dei prodotti della combustione in atmosfera;
  • Per gli apparecchi di tipo A coincide con il centro della sezione dei prodotti della combustione in atmosfera.

Nota 2: i terminali sotto un balcone praticabile devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi, dal punto di uscita del terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza dell'eventuale parapetto di protezione (se chiuso), non sia minore di 2.000 mm. Sarà necessario, in questi casi, eseguire una corretta computazione del percorso dei fumi.
Nota 3: nella collocazione dei terminali devono essere adottate distanze non minori di 500 mm da materiali sensibili all'azione dei prodotti della combustione (per esempio, gronde e pluviali di materiale plastico, elementi sporgenti di legno, ecc.); per distanze minori devono essere adottate adottare adeguate schermature nei riguardi di detti materiali.
Nota *: riducibili a 400 mm per apparecchi da riscaldamento installati sotto il vano finestra del locale riscaldato.

Nota **: In questi casi i terminali devono essere opportunamente protetti per evitare eventuali contatti diretti con persone.

 

Computazione del percorso dei fumi

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In caso di parapetto a parete chiusa si applica la seguente formula:

X + Y + Z + W ≥ 2.000 mm

con X che deve comunque rispettare la quota D1 (vedi tabella precedente).

 

Nel caso in cui il parapetto sia aperto (ad esempio chiuso con montanti e aste metallici) si applica:

X + Y + Z ≥ 2.000 mm

con X che deve comunque rispettare la quota D1 (vedi tabella precedente).

 

Posizionamento dei terminali di tiraggio in una parete diversa da quella di cui si sta valutando la zona di rispetto per apparecchi a tiraggio naturale in funzione della loro portata termica

Il prospetto seguente le suddette prescrizioni, nel testo della norma, fornisce le distanze minime da mantenere da edifici prospicenti quello in cui dovrà essere installato il terminale di tiraggio (fascia di rispetto frontale), nonché a pareti del medesimo edificio diverse da quella dell’installazione (fascia di rispetto laterale e/o ortogonale):

  • Zone di rispetto di una parete (contenente un’apertura) frontale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio

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  • Zona di rispetto di una finestra situata in una parete ortogonale a quella in cui è posizionato un terminale di tiraggio

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La computazione delle distanze, in entrambi i casi, è così indicata:

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Nota 1: distanze riferite al punto di emissione dei prodotti della combustione:

  • Per apparecchi di tipo B e C coincide con il punto di intersezione dell’asse del terminale con la sezione di uscita dei prodotti della combustione in atmosfera;
  • Per gli apparecchi di tipo A coincide con il centro della sezione dei prodotti della combustione in atmosfera.

Nota *: la quota “I” deve essere rispettata sia nel caso in cui nella parete in cui è collocato il terminale di tiraggio sia presente un’apertura, “I” deve essere al di fuori della zona di rispetto della stessa, che nel caso in cui non vi sia.

 

La norma, infine, specifica che gli apparecchi di portata termica minore di 4 kW non sono soggetti a limitazioni riguardo il posizionamento dei terminali, eccetto per le distanze riguardanti superfici frontali prospicenti (con o senza aperture).

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