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Esiste una distinzione tra le tipologie di terminale:

  • Comignolo (aspiratore statico): dispositivo posto a coronamento di una canna fumaria, sul tetto dell’edificio, alla sezione di sbocco dei fumi di un camino/canna fumaria/condotto intubato atto a facilitare la dispersione dei prodotti della combustione;
  • Terminale di tiraggio: dispositivo installato nel caso di scarico a parete, al termine di un canale da fumo o condotto di esalazione atto a disperdere nell’ambiente esterno i prodotti della combustione o i vapori di cottura. Il terminale di tiraggio è sempre collegato a sistemi funzionanti a pressione negativa.

 

Tutti i terminali, escludendo quelli per scarico orizzontali, indipendentemente dalla forma e senza modificarne la funzionalità, sono previsti con due sistemi di installazione:

  • Base tipo tondo per installazione su canna fumaria a singola o a doppia parete;
  • Base tipo quadrata/rettangolare per installazione su canna fumaria in laterizio.

I produttori offrono svariate tipologie morfologiche di terminali in acciaio inox AISI 316, acciaio verniciato o rame, che si diversificano in base a:

  • Fattori ambientali (zone particolarmente ventose e/o piovose);
  • Caratteristiche del generatore (a tiraggio naturale, a tiraggio forzato);
  • Tipo di combustibile (specifici per alte temperature o per il recupero delle condense);
  • Caratteristiche dei fumi da espellere (fumi di combustione, vapori di cottura, sfiato di ventilazione);
  • Tipo di canna fumaria/camino asservito (coassiale con l’espulsione dei fumi combinata con l’immissione di aria comburente, sistema camino o camino composito);
  • Collocazione rispetto all’edificio (alla sommità del camino/canna fumaria o a parete) oltre che per economicità ed estetica.

 

Terminali per canna fumaria: il comignolo

Il terminale statico (comignolo) è il dispositivo posto alla sezione di sbocco dei fumi di un camino/canna fumaria/condotto intubato, con il compito di garantire la dispersione dei fumi nell’atmosfera a prescindere dalle condizioni meteorologiche (vento, pioggia, grandine, neve, ecc.). Al termine del condotto del camino i fumi di combustione si sono raffreddati e la loro differenza di pressione con l’atmosfera esterna è minima e, pertanto, minimo è il valore del tiraggio. La dimensione, la forma e la posizione del terminale, dunque, devono essere tali da farlo funzionare come aspiratore statico dei fumi.

La Legge 3 Agosto 2013 n. 90 e il Decreto Legislativo 4 Luglio 2014 n. 102 prescrivono che qualsiasi tipologia di installazione, nuova o mera sostituzione, deve condurre al tetto i fumi della combustione mediante camini, canne fumarie e condotti di scarico. Tuttavia esistono delle deroghe allo scarico a tetto per specifici e particolari casi.

Il terminale “statico”, secondo quanto prescritto dalla legislazione e dalla normativa tecnica vigente, deve essere costruito in modo da:

  • Garantire la dispersione dei prodotti della combustione anche con condizioni atmosferiche avverse;
  • assicurare lo scarico dei prodotti della combustione anche in caso di venti di ogni direzione e Inclinazione;
  • Impedire la penetrazione nel camino di pioggia, neve, corpi estranei;
  • Avere sezione interna equivalente a quella del camino e sezione utile di uscita non minore del doppio di quella interna del camino;
  • Essere privo di mezzi meccanici di aspirazione.

Il terminale, inoltre, deve essere posizionato al di fuori di quel volume presente sulle coperture degli edifici, come su tutta la loro superficie nella quale, in presenza di vento, si genera una pressione maggiore di quella atmosferica detta zona di reflusso, in cui è possibile la formazione di contropressioni.

Al fine di evitare un’eccessiva interazione tra l’effetto ventoso e il libero sbocco dei prodotti della combustione in atmosfera è fondamentale rispettare una quota minima di sporgenza dalla copertura che viene denominata quota di sbocco, la quale garantisce l’allontanamento dalla zona di reflusso. Tale quota deve essere calcolata, oltre che in funzione del tipo di impianto e combustibile utilizzato, rispetto all’angolo d’inclinazione della falda di copertura e rispetto a eventuali “ostacoli” (esempio: volumi edilizi posti sopra il tetto, la presenza di lucernari, abbaini, altri comignoli e sfiati, ecc.), per impedire che i fumi possano entrare e disperdersi negli ambienti abitati (in questo caso si parla di zona di rispetto). Le norme di riferimento per il corretto posizionamento del terminale sono la UNI 7129 e il D.Lgs. 152/06.

 

Terminali per canna fumaria: comignoli classici

I più “classici” tra i comignoli sono:

 Terminale cinese: terminale tradizionale con un “cappello” a protezione dalle intemperie (vento, pioggia). Il vantaggio di questa tipologia di terminale è l’ampia sezione di sbocco la quale, in condizioni normali, garantisce senz’altro uno spazio libero abbondante per il deflusso dei fumi in espulsione (FIG. 1A). La presenza del solo cappello, tuttavia, non è in grado di garantire adeguato riparo da venti e piogge che non siano di modesta entità. Ciò significa che esiste la possibilità che le acque meteoriche penetrino nel camino/canna fumaria e che le correnti trasversali generino il cosiddetto “effetto tappo”, ossia il ritorno del flusso dei fumi in uscita all’interno del camino/canna fumaria e, di conseguenza, non solo la mancata espulsione dei fumi ma anche la diffusione, nel caso di generatori a camera aperta, degli stessi nel locale di installazione (FIG. 1B). Inoltre lo spazio tra la sezione di sbocco e il cappello permette eventuali ostruzioni da parte di corpi estranei (ad esempio nidificazioni di volatili) le quali di fatto vanno ad inficiare la funzione del comignolo stesso.

La diffusione di questa tipologia di terminale è dovuta al fatto che è adatto a tutti i tipi di combustibile (con innesto nel camino/canna fumaria senza guarnizione siliconica è adatto solo per combustibili solidi, con guarnizione siliconica è adatto anche per metano, GPL e gasolio), al funzionamento sia in pressione positiva che negativa, sia a secco che a umido e che è comunque funzionale in aree geografiche in cui le condizioni metereologiche si possano definire “normali”, poco o mediamente ventilate.

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Terminale tronco conico: condotto dotato di un’ampia sezione libera per lo sbocco fumi che va restringendosi in prossimità della sua sommità. Tale restringimento crea un aumento di velocità dei fumi in uscita. Questo terminale è detto anche “a flusso libero” o “senza resistenza di flusso” in quanto non prevede alcun elemento di riparo al di sopra della sezione di sbocco, pertanto non offre alcun riparo dalle acque meteoriche né dalle eventuali ostruzioni da corpi estranei (FIG. 2).

Utilizzabile per tutti i combustibili, per sistemi sia in pressione che in depressione, è particolarmente adatto per sistemi a tiraggio forzato di evacuazione dei fumi di generatori a condensazione e dei vapori di cottura.

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Figura 2 – Terminale tronco conico

Terminali per canna fumaria: altre varianti

Tra le molte varianti dei comignoli, tutte volte al riparo delle azioni del vento che potrebbe creare il ritorno dei fumi all’interno del camino/canna fumaria o, al contrario, aumentare troppo il tiraggio conferendo eccessiva velocità ai fumi in risalita che potrebbero dunque portare a una cattiva combustione sino all’innesco di incendi, vi sono:

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Figura 3 – Terminale ad H

Terminale ad H: grazie alla sua particolare conformazione (FIG. 3) evita l’ingresso delle acque meteoriche e garantisce il libero deflusso dei fumi anche in caso di installazione in zone mediamente o molto ventilate. E’ adatto all’evacuazione dei prodotti di combustione derivanti da generatori a combustibile solido, a gas e a gasolio. È detto anche “fumaiolo ad H” e le sue ridotte dimensioni lo rendono un’ottima soluzione nelle installazioni nelle quali sussiste il problema di carenza di spazio, laddove potrebbe essere problematica l’installazione di altro comignolo (ad esempio in casi di restauri o installazioni di condotti verticali adiacenti alle murature perimetrali).


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Figura 4 – Terminale a botte

Terminale a botte: comignolo che offre una notevole protezione da agenti atmosferici (pioggia, neve), dalle correnti ventose di ogni direzione (ascensionali, discensionali, trasversali) anche di forte entità, nonché dalle ostruzioni da parte di corpi estranei. La sua peculiarità è la presenza di un elemento (“botte”) di ampiezza maggiore rispetto alla sezione del condotto di evacuazione posto sulla sommità di quest’ultima (FIG. 4) all’interno del quale si verifica il decremento della velocità dei fumi in uscita dal condotto di sezione minore e, conseguentemente, un incremento della pressione degli stessi che contribuisce al mantenimento della fluidità del flusso in uscita (effetto Venturi). In virtù di quanto detto, questa tipologia di terminale garantisce l’evacuazione dei prodotti della combustione anche in caso di installazione in zone particolarmente ventilate, è adatto a tutti i combustibili, specialmente le biomasse solide, senza limitazione di potenza.


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Figura 5 – Terminale antivento

Terminale antivento: come il terminale a botte, anche questa tipologia di comignolo offre protezione dagli agenti atmosferici (pioggia, neve) ed in particolar modo dal vento, in quanto è dotato di un elemento lamellare alla base e di un secondo sulla sommità (cappello) atti al riparo dalle correnti ventose ascensionali e discensionali e, inoltre, da un elemento circolare perimetrale per il riparo da quelle trasversali (FIG. 5). Anche questo terminale, pertanto, è particolarmente indicato per l’installazione in zone soggette a venti anche di forte entità. È adatto ad ogni tipo di combustibile, al funzionamento in pressione o depressione, a secco o ad umido.


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Figura 6 – Terminale lamellare

Terminale lamellare: comignolo dotato di lamelle lungo il suo perimetro (FIG. 6) che riparano il condotto di evacuazione da acque meteoriche anche consistenti e dalle correnti di vento che vengono da esse frammentate garantendo quindi il libero deflusso dei fumi in uscita. Indicato per generatori alimentati da biomasse legnose e policombustibili e adatto all’installazione in zone in cui gli eventi atmosferici possono essere anche di forte entità.


Terminale Venezia: funzionalmente simile a un terminale cinese ma avvolto da un elemento a tronco di cono rovesciato ripara dal vento trasversale e indebolisce l’effetto delle correnti discensionali. Spesso la scelta di questo terminale è dovuta a ragioni estetiche in quanto la sua inconfondibile forma è quella tipica dei comignoli veneziani.


 

Terminali per canna fumaria: comignoli che sfruttano l’effetto del vento

Altre tipologie sono quelle invece che sfruttano l’effetto del vento per assicurare un’ottimale fuoriuscita dei fumi:

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Figura 7 – Terminale girevole a testa di gallo

Terminale girevole “a testa di gallo”: costituito dal condotto di evacuazione dei fumi a sezione di sbocco libera sormontato da un elemento girevole inclinato, realizzato con cuscinetti sferici contenuti in calotta stagna e lubrificati con olio ad elevata viscosità, che ne chiude una parte. Tale “cappello” monta sulla sommità una lamella ad esso ortogonale (“cresta”) (FIG. 7). La “cresta”, direzionata dalle correnti ventose, sposta, mediante la rotazione del terminale, la bocca di evacuazione dei fumi in direzione opposta rispetto a quella del vento in maniera tale che questo non possa interferire con il flusso d’uscita dei fumi. Efficace riparo anche da neve e acque meteoriche e adatto all’installazione in zone in cui gli eventi atmosferici possono essere anche di forte entità, tale comignolo è adatto per tutti i tipi di combustibili e non è soggetto a limitazioni rispetto alla potenza dei generatori asserviti.


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Figura 8 – Terminale eolico

Terminale eolico: si contraddistingue per una sorta di “calotta” girevole dotata di lamelleposta a coronamento del camino/canna fumaria. Le lamelle intagliate nella calotta hanno la funzione di sfruttare le correnti ventose affinché si avvii la rotazione della stessa, andando a incrementare il valore del tiraggio e quindi a favorire la fuoriuscita dei fumi (FIG. 8). La morfologia pressoché “chiusa” di questo terminale garantisce senz’altro il riparo dagli agenti atmosferici, tuttavia va detto che, in assenza di vento e dunque della rotazione della calotta, questa può diventare un ostacolo al libero deflusso delle evacuazioni. Le lamelle, inoltre, favoriscono i depositi di fuliggine o creosoto che possono portare alla completa ostruzione. L’utilizzo di tale tipologia di terminale è pertanto limitata alle esalazioni gassose e ai sistemi di aerazione/ventilazione/estrazione aria.

 

Terminali per canna fumaria: utilizzi specifici

 Esistono infine tipologie di terminali progettate per utilizzi specifici:

Terminale concentrico: costituito da due condotti coassiali, è progettato per l’installazione su canne fumarie a doppia parete nelle quali il condotto centrale è adibito all’espulsione dei fumi mentre il condotto esterno all’apporto di aria comburente ai generatori da esse asserviti.


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Figura 9 – Terminale di tiraggio a becco

Terminale di tiraggio a becco: (FIG. 9) progettato specificamente per installazioni a parete, è particolarmente adatto allo smaltimento dei fumi per stufe a legna e pellet, con una temperatura di esercizio che va dai 200°C, se dotato di guarnizione siliconica di giunzione, sino ai 600°C in assenza di tale guarnizione. Una calotta superiore di protezione (“becco”) tutela il condotto di evacuazione dall’ingresso di acque meteoriche. La variante più utilizzata è quella dotata di una griglia sulla sezione di sbocco che evita l’ingresso di corpi estranei. Questo tipo di terminale garantisce la fuoriuscita dei fumi anche in presenza di forte vento.


I comignoli e i terminali di scarico, come tutte le parti del sistema fumario, devono essere controllate e mantenute in efficienza. È fondamentale che questo elemento in particolare sia sempre libero da eventuali ostruzioni, siano esse di natura accidentale o dovute a depositi generati dal passaggio dei fumi in evacuazione, e pertanto soggetto a frequente pulizia da parte di personale qualificato.

4 Comments

  1. Dovendo intubare una canna fumaria ora in mattoni, esterna, posso utilizzare dei tubi inox semplici o devo utilizzare quelli coibentati? Tenere presente che su tutto verrà posto il cappotto.
    Ringrazio.
    No

    • Buongiorno,
      precisiamo innanzitutto che in prossimità di materiale sensibile come legno, politilene estruso o espanso, BISOGNA SEMPRE installare un elemento coibentato che assicuri temperature di parete esterna non pericolose. In questo modo si vanno a migliorare sia la sicurezza che il rendimento del sistema.
      Attenzione però: con una tubazione monoparete non solo c’è il rischio di bruciare il cappotto esterno, ma anche di non garantire i valori di sistema richiesti dal produttore della stufa (depressione, temperatura fumi e velocità fumi).

  2. buongiorno,
    dovendo posare all’interno di una canna fumaria esistente in elementi refrattari 2 canne fumarie di diametro differente in Inox per una caldaia a condensazione a gas (max 70 C° temp fumi) e una stufa a legna.Non ci sono problemi se uso un tubo INOX AISI 316L flessibile per la caldaia e un tubo rigido sempre in INox per la stufa a legna? Grazie per la risposta

    • Buongiorno Raffaello,
      non è possibile installare due camini differenti nella stessa asola tecnica, parliamo infatti di Gas e Biomassa, anche le norme di installazione indicano questo accorgimento.
      Questo perché in caso di incendio causato da fuliggine, il camino più debole (quello con le guarnizioni) verrebbe compromesso, ed essendo la caldaia a condensazione, le giunzioni non avrebbero più tenuta.
      Questa prescrizione è indicata sia nella UNI 10683 che nella UNI 7129.
      Speriamo di essere stati utili alla sua scelta!

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