Canne fumarie gonfiabili

Nei casi di malfunzionamento delle canne fumarie/camini, di inadeguatezza dei condotti fumari esistenti a nuovi generatori o nell’ambito di opere più consistenti e sistematiche come gli interventi di ristrutturazione edilizia, può rendersi necessario un intervento di risanamento del sistema di evacuazione dei fumi. Tale intervento ha lo scopo di ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto in rapporto alla tipologia di generatore con relativa alimentazione e in conformità con la normativa vigente.

L’articolo 8 del DPR 74/2013 e la norma UNI 10389/2009 definiscono la procedura per il controllo dell’efficienza energetica del generatore di calore mediante la verifica delle emissioni dei fumi di combustione. Sono inoltre previsti dalla legge controlli periodici riguardanti ogni parte del sistema fumario che prevedono operazioni di pulizia e manutenzione dei generatori e del sistema di evacuazione dei fumi ad essi asserviti, atti non solo a mantenere l’efficienza energetica dell’impianto e i valori di emissione in atmosfera delle sostanze della combustione, ma anche a mantenere la sicurezza degli edifici e delle persone, prevenendo situazioni di rischio potenzialmente molto grave.

Prima di procedere con gli interventi di manutenzione del camino/canna fumaria vengono effettuate alcune verifiche preliminari relative allo stato di conservazione dell’impianto:

  • Verifica visiva atta ad appurare la corretta pendenza, sezione, lunghezza del canale da fumo e di relativi curve e raccordi, l’assenza di macchie o depositi dovuti a perdite, l’assenza di danni di natura meccanica (crepe, cedimenti, ancoraggi) lungo il condotto fumario, nonché il controllo di condense presenti sulla canna fumaria.
  • Verifiche strumentali riguardanti l’assenza di reflussi di fumi all’interno dei locali o di perdite dai condotti di scarico.
  • Videoispezione del sistema di evacuazione dei fumi atta a verificarne la conformazione e per accertare la presenza o meno di:
    • incrostazioni, depositi o ostruzioni;
    • rotture, crepe e deterioramenti dei materiali;
    • distacchi tra gli elementi del condotto;
    • variazioni di sezione e presenza di strozzature del condotto;
    • allacci anomali o non regolari e quant’altro possa portare a un’anomalia di funzionamento dell’impianto e a situazioni di pericolo.

Nel caso in cui si riscontrino anomalie dell’impianto si dovrà procedere immediatamente con gli interventi necessari per il ripristino del sistema.

L’inadeguatezza di un impianto di evacuazione dei fumi non è legata soltanto ad eventuali anomalie di funzionamento, come accennato in apertura, essa infatti può essere dovuta:

  • Alla sostituzione del generatore (ad esempio l’installazione di una caldaia a condensazione al posto di una tradizionale che comporta la necessità del condotto fumario di resistere alla condensa dei fumi di combustione).
  • Alla sostituzione del combustibile (ad esempio il passaggio dall’alimentazione a gpl a quella a metano degli impianti centralizzati condominiali che richiede il funzionamento a umido del camino/canna fumaria – classe “W” nella designazione).
  • All’installazione di un nuovo apparecchio collegato ad un camino esistente (installazione di stufe e generatori alimentati a legna, pellet, biomasse, ecc. che abbisognano di camini resistenti alle alte temperature e al fuoco di fuliggine).

Nei casi sopracitati e laddove, riscontrata un’anomalia, la pulizia, la manutenzione, la riparazione e la parziale sostituzione di componenti non siano sufficienti o possibili, si ricorre all’operazione di risanamento del condotto fumario.

Il risanamento consiste nell’introduzione di un nuovo condotto all’interno del condotto esistente, spesso costruito in mattoni pieni, in calcestruzzo o, nei casi più critici, in Eternit, mediante l’operazione di intubamento andando a creare un rivestimento perimetrale all’interno di pareti esistenti che di fatto è considerabile al pari di una nuova canna fumaria adeguata, per tipologia di materiale e requisiti, alle nuove esigenze.

A livello normativo, la UNI 10845 prevede questo processo di “rinnovo” indicando le tipologie di intervento ammesso; all’art. 7 Adeguamento/risanamento/ristrutturazione, punto 2 Risanamento mediante rivestimento interno di camini/canne fumarie esistenti la norma dice:

“È consentito il risanamento di camini e canne fumarie esistenti attraverso il rivestimento delle pareti perimetrali interne utilizzando materiali adatti e tecniche di installazione adeguate, dichiarati idonei allo scopo dal produttore. In particolare, i materiali impiegati devono essere adatti a resistere alle normali condizioni di esercizio previste, ai componenti chimici presenti nei prodotti della combustione, alle sollecitazioni termiche e meccaniche nonché alle operazioni di pulizia o manutenzione”

Le caratteristiche delle installazioni e i requisiti di materiale prescritte nell’articolo citato, atte a garantire l’efficienza in esercizio, fanno capo alla norma generale UNI 1443 e alle specifiche norme relative al combustibile (UNI 7129 per il gas, UNI 10683 per impianti a combustibile solido) e al materiale (UNI TS 11278 per l’acciaio inox, UNI EN 1457 per la ceramica refrattaria, UNI EN 14471 per i materiali plastici); le linee guida per l’operazione di intubamento sono invece presenti nella stessa UNI 10845 all’art. 7, punto 4.

Il metodo ad oggi più usato per il risanamento mediante intubamento di un condotto fumario esistente è l’utilizzo di elementi in acciaio inox monoparete, sia rigidi che flessibili, facilmente adattabili a condotti irregolari.

L’intubamento mediante elementi in ceramica refrattaria è indicato per condotti verticali e regolari. Gli interventi mediante l’utilizzo di condotti in materiale plastico sono invece limitati dalla scarsa resistenza alle alte temperature. In ognuno dei suddetti casi l’intervento è assoggettato a opere edili di demolizione talvolta di entità tutt’altro che esigua. Inoltre, trattandosi di materiali rigidi e vista la tipologia d’impiego, di spessore ridotto, sono soggetti a danni di natura meccanica già al momento della posa in opera.

In tempi relativamente recenti è stata sviluppata una tecnica innovativa particolarmente adatta agli interventi di intubamento che consiste nel rivestimento delle pareti interne del condotto esistente mediante una manichetta flessibile e modellabile realizzata in fibra di vetro e resina termoindurente. Tali guaine, in virtù della propria flessibilità, hanno il vantaggio di potersi adattare a canne fumarie anche molto irregolari e/o molto lunghe e di costituire, ad installazione terminata, un condotto cosiddetto monolitico per l’assenza di giunzioni, le cui pareti sono lisce e perfettamente aderenti alla sezione del condotto da risanare.

Ulteriori vantaggi di questo sistema riguardano la posa in opera particolarmente rapida e che non necessita di opere murarie.

La manichetta, di dimensioni ridotte, viene calata dal comignolo e srotolata lungo il condotto da risanare; durante questa fase, per un perfetto adattamento all’andamento della canna fumaria esistente, viene soffiata dell’aria all’interno della guaina. Quando questa è completamente spiegata viene collegata a ad un apparecchio insufflante vapore a bassa pressione ed alta temperatura che gonfia la guaina, la quale gradualmente si adatta aderendo alle pareti del cavedio o condotto esistente.

Il successivo raffreddamento, che generalmente richiede un paio d’ore, porta alla vetrificazione del materiale il quale diventa quindi rigido e resistente alle sollecitazioni meccaniche.

Esistono varie tipologie delle cosiddette canne fumarie gonfiabili, ognuna progettata appositamente in funzione dei combustibili e delle temperature di esercizio. Sono tutte adatte per il funzionamento ad umido, sono resistenti alle condense e garantiscono un certo grado di isolamento che va ad influire positivamente sul tiraggio e sulla buona efficienza dell’impianto.

Questa nuova tipologia di condotto inizialmente è stata oggetto di dibattiti riguardo all’affidabilità e all’effettiva rispondenza ai requisiti di resistenza alle alte temperature tanto che la Circolare del Ministero dell’Interno n. 4853 del 18/05/2009 ne limitava l’impiego ai soli impianti di potenza nominale inferiore ai 35.

La ricerca tecnologica e l’ulteriore sviluppo da parte dei produttori hanno portato le guaine termoindurenti alla certificazione rispetto alle norme UNI generali e specifiche e alla marcatura CE (obbligatoria per la commercializzazione di questa tipologia di prodotto ai sensi del D.Lgs. 152/06).

Gli stessi produttori hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato, sottoposto anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la cui sentenza del 20/12/2013 ha disposto l’annullamento della Circolare succitata, estendendo dunque la possibilità di utilizzo delle canne fumarie termoindurenti anche agli impianti civili con potenza nominale maggiore di 35 kW, comprese quindi le centrali termiche asservite da canne fumarie collettive.

Ogni prodotto e componente utilizzato per le operazioni di risanamento deve ripotare la marcatura CE e la designazione secondo le norme UNI di riferimento; i fabbricanti devono dichiarare i prodotti idonei alla tipologia di intervento e utilizzo, mentre gli installatori devono essere specializzati e qualificati ai sensi dell’art. 3 del D.M 37/08 ed hanno obbligo di rilasciare Dichiarazione di conformità relativa all’intervento effettuato.

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