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Il sistema di scarico fumi è costituito da elementi che, per tipologia di generatore (potenza e combustibile utilizzato), tipologia di installazione, materiali e caratteristiche di funzionamento, hanno specifica nomenclatura e vengono regolamentati da apposita legislazione e normativa.

 

Scarico dei fumi e tipologia di generatore

 

La prima distinzione, dunque, riguarda la tipologia di generatore, classificata secondo la norma UNI 10642/2005:

 

  • Generatore tipo A – apparecchio che non è collegato a un condotto o a un dispositivo di evacuazione dei prodotti della combustione. Tale generatore di calore preleva l’aria comburente dal locale in cui è installato, ed espelle nel medesimo il prodotto della combustione;
  • Generatore tipo B – apparecchio collegato a un condotto di evacuazione dei prodotti della combustione (fumi) verso l’esterno del locale in cui il generatore è installato. Tale generatore di calore è comunemente detto “caldaia a camera aperta”: per la combustione utilizza l’aria presente nel locale in cui è installato (aria comburente), mentre i prodotti della combustione vengono scaricati all’esterno del locale;
  • Generatore tipo C – apparecchio nel quale il circuito di combustione (presa d’aria comburente, camera di combustione, scambiatore, evacuazione dei prodotti della combustione) è completamente isolato dal locale in cui il generatore è installato. Questo tipo di generatore di calore è comunemente detto “caldaia a camera stagna”: il prelievo dell’aria comburente e lo scarico dei fumi avvengono entrambi all’esterno del locale d’installazione.

 

A loro volta i generatori si distinguono per il combustibile utilizzato e per la loro portata termica (o potenza termica nominale al focolare). I combustibili sono classificati nelle tre macrocategorie:

  • Solido – legna, pellet, cippato, ecc.;
  • Liquido – derivati del petrolio, biomasse liquide (etanolo, biodiesel), ecc.;
  • Gassoso – metano, GPL, ecc.

 

Le norme di settore e la legislazione hanno stabilito, come valore di riferimento per tipologie di impianto, la potenza termica nominale di 35 kW; gli impianti domestici autonomi, ad esempio, sono sempre al di sotto di tale soglia, mentre le centrali termiche di condomini con riscaldamento centralizzato o di edifici ad uso non civile possono avere potenze ben superiori ad essa.

 

 Tiraggio naturale e tiraggio forzato: le modalità di scarico dei fumi

 

Lo scarico dei fumi della combustione da parte del generatore può avvenire in due modi:

  • Mediante tiraggio naturale – l’evacuazione dei prodotti della combustione avviene per la depressione determinata dal diverso peso specifico dell’aria atmosferica e dei fumi, fra la sezione d’ingresso dell’aria dell’apparecchio e la sezione di uscita dei prodotti della combustione;
  • Mediante tiraggio forzato – l’evacuazione dei prodotti della combustione viene attivata a mezzo di un ventilatore parte integrante dell’apparecchio, posto a monte o a valle della camera di combustione.

 

È infine importante, per una successiva specificazione relativa ai condotti di evacuazione dei fumi, la definizione di apparecchi similari: apparecchi dello stesso tipo, alimentati con lo stesso combustibile, con portata termica nominale uguale o che differisce di non oltre il 30% e aventi le medesime condizioni di combustione e di evacuazione dei prodotti della combustione (tiraggio naturale o forzato).

 

Caratteristiche prestazionali e geometriche dei canali da fumo

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Figura 1 – Camino singolo B.

 

Il condotto di raccordo posto tra l’uscita dei fumi di un apparecchio e il camino/canna fumaria/condotto intubato è detto canale da fumo o condotto di scarico fumi. La distinzione terminologica avviene in base al valore della pressione con il quale opera la canna fumaria: se opera in pressione negativa (depressione) si parla di canale da fumo, mentre per i sistemi operanti in pressione positiva si parla di condotto di scarico fumi (fig. 01).

 

Le norme di materiale e le norme specifiche in base al generatore e al combustibile utilizzato indicano le caratteristiche prestazionali e geometriche (andamento, pendenza, cambi di direzione consentiti, diametro, ecc.) per i canali da fumo.

 

In generale essi:

 

– Devono essere costruiti conformemente alle normative europee per la certificazione CE dei materiali (UNI EN 1856-1/2 per i materiali metallici e UNI EN 14471 per i materiali plastici);
– Devono essere nello stesso ambiente in cui è installato l’apparecchio o al massimo nel locale adiacente;
– Devono essere smontabili e ispezionabili;
– Devono essere installati in modo da consentire le normali dilatazioni termiche
– Devono essere dotati di una presa di controllo dei fumi nel caso di caldaie o caldaie combinate (riscaldamento e acqua sanitaria secondo norma UNI 10389);
– Devono essere fissati alla canna fumaria e non sporgere all’interno di essa;
– Non possono avere diametro minore rispetto a quello del tubo di scarico dell’apparecchio;
– Non devono avere dispositivi di intercettazione (serrande o valvole);
– Non devono essere allacciati al canale da fumo cappe aspiranti o dispositivi simili.

 

Camino e canna fumaria, i condotti verticali per l’espulsione dei prodotti della combustione

In alcuni casi possono essere collegati più apparecchi, purché dello stesso tipo e alimentati dallo stesso combustibile (apparecchi similari), collocati sullo stesso piano al camino/canna fumaria mediante più allacci, per apparecchi di tipo B, o da un singolo elemento denominato collettore da fumo, per apparecchi di tipo B e C (fig. 02). Per quest’ultima classe di apparecchi, il collettore si trova accoppiato ai condotti di ventilazione, ossia le canalizzazioni atte ad addurre nel generatore l’aria comburente e l’aria necessaria per il ricambio dell’aria ambiente.

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Figura 2 – Camino singolo B, doppio allaccio collettore.

 

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Figura 3 – Sistema intubato singolo.

Il condotto verticale avente lo scopo di raccogliere ed espellere, a conveniente altezza dal suolo, i prodotti della combustione provenienti da un solo apparecchio o, nei casi consentiti, da più apparecchi similari sullo stesso piano, è il camino (fig. 01, 02, 03).

 

Occorre qui precisare che tale condotto si definisce propriamente camino quando i fumi provengono da un sistema singolo, ossia da un solo apparecchio (o nei limitati casi detti sopra); si definisce invece canna fumaria il condotto che smaltisce i fumi provenienti da più apparecchi posti su più piani. Il camino, ad esempio, fa capo a una singola unità immobiliare (edificio con impianto termico centralizzato, edificio monofamiliare, ecc.), mentre la canna fumaria è tipica dei condomini, in cui le varie unità immobiliari dotate di impianti autonomi scaricano in un unico condotto.

 

Le tipologie di canna fumaria possono essere così distinte:

Canna fumaria collettiva – condotto fumi unico atto a raccogliere ed espellere i prodotti della combustione di più apparecchi collocati su diversi piani (fig. 04);

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Figura 4 – Sistema collettivo esterno.

Canna fumaria collettiva combinata – canna costituita da due condotti distinti, il primo dei quali serve a convogliare l’aria comburente agli apparecchi collocati su diversi piani ed il secondo a raccogliere ed espellere i prodotti della combustione degli stessi. I condotti possono essere coassiali, adiacenti oppure separati. Nel caso di condotti separati, il sistema è completato con un condotto (o apertura) di compensazione: apertura o condotto di collegamento tra il condotto aria e il condotto fumi in una canna combinata (fig. 05);

 

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Figura 5 – Sistema intubato combinato.

 

Canna fumaria collettiva ramificata (C.C.R.) – condotto asservito a più apparecchi di tipo B installati su più piani di un edificio, realizzato con elementi che, per giusta sovrapposizione e giunzione, determinano una serie di condotti singoli (secondari), ciascuno dell’altezza di un piano, e un collettore (primario) nel quale confluiscono i prodotti della combustione provenienti dai secondari a mezzo di un elemento speciale che svolge la funzione di deviatore (fig. 06).

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Figura 6 – Canna fumaria collettiva ramificata.

 

La collocazione dei camini/canne fumarie può essere esterna o interna rispetto all’edificio. Nei casi di collocazione interna si parla di sistema intubato in cavedio o asola tecnica, ossia un vano a sviluppo prevalentemente verticale, senza soluzione di continuità strutturale ai piani, con perimetro chiuso rispetto gli ambienti interni, costruito con materiali non combustibili, libero e per uso esclusivo. Nei casi di risanamento del sistema, ad esempio dopo la sostituzione del generatore o per inadeguatezza di altra natura del sistema fumario esistente, possono essere trasformati in asole tecniche anche camini e canne fumarie dismessi. I sistemi intubati sono dunque sistemi multipli che possono accogliere sia camini che canne fumarie in pressione o depressione.

 

Come per i canali da fumo, i camini e le canne fumarie devono essere costruiti conformemente alle normative europee per la certificazione CE dei materiali. Devono essere garantite, nel tempo, le caratteristiche di tenuta e resistenza alle normali sollecitazioni meccaniche, termiche e chimiche, e in particolar modo la resistenza all’azione delle condense e dei prodotti della combustione. Il sistema deve potere essere ispezionabile tramite camera di raccolta e scarico condensa posta alla base del condotto per consentire le operazioni di controllo e pulizia. Nel caso di condotti asserviti a generatori a condensazione la camera di raccolta e scarico condense dovrà essere collegata a un dispositivo di pretrattamento e scolo (fig. 07) secondo la UNI 7129/2015.

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Figura 7 – Sistema singolo condensazione.

 

L’andamento del camino/canna fumaria deve essere prevalentemente verticale e privo di strozzature, la sezione interna della parete dev’essere circolare, quadrata o rettangolare (negli ultimi due casi gli angoli devono essere arrotondati); i condotti devono essere dimensionati secondo il metodo di calcolo della norma UNI 13384 (o UNI 10640 per le C.C.R.); la normativa in materia specifica i requisiti che i condotti devono soddisfare in base al generatore (designazione in base alla UNI 1443 a seconda della tipologia dell’apparecchio, combustibile utilizzato, portata termica, funzionamento a secco o a umido) e al materiale di cui sono costituiti (UNI TS 11278 e UNI 1856 1-2 per camini metallici, UNI EN 14471 per condotti plastici, UNI EN 1457 per sistema refrattario). Infine, il camino/canna fumaria dev’essere adeguatamente coibentato per garantire sempre l’ottimale valore del tiraggio e distanziato dalle parti infiammabili dell’edificio (pericolo d’incendio e passaggio a tetto).

 

Il comignolo per la dispersione ottimale dei fumi

 

Il terminale statico (comignolo) è il dispositivo posto alla sezione di sbocco dei fumi di un camino/canna fumaria/condotto intubato con il compito di permettere un’ottimale dispersione dei fumi nell’atmosfera senza subire le condizioni meteorologiche (vento, pioggia, grandine, neve, ecc.).

 

Esso può essere prefabbricato o realizzato in opera, deve essere posizionato in modo da garantire un’adeguata dispersione e diluizione dei prodotti della combustione e comunque al di fuori della zona di reflusso in cui è possibile la formazione di contropressioni. Tale zona ha dimensioni e conformazioni diverse in funzione dell’angolo di inclinazione della copertura. La quota di sbocco è subordinata, inoltre, alla presenza in copertura di volumi edilizi, altri comignoli/sbocchi, antenne paraboliche (UNI 7129/2015). II comignolo deve avere sezione interna equivalente a quella del camino, mentre la sezione utile di uscita non dev’essere minore del doppio di quella interna del camino, deve essere costruito in modo da impedire la penetrazione nel camino di pioggia, neve, corpi estranei ed in modo che anche in caso di venti di ogni direzione e inclinazione sia comunque assicurato lo scarico dei prodotti della combustione, e deve infine essere privo di mezzi meccanici di aspirazione.

 

L’installazione del sistema di scarico dei fumi

 

L’installazione del sistema di scarico dei fumi può avvenire in due modalità:

 

  • Sistema (sistema-camino) – camino installato utilizzando una combinazione di componenti compatibili (tubo interno, isolante, involucro esterno ecc.), fabbricati o specificati da un solo fabbricante e certificati CE secondo la specifica norma o al Benestare Tecnico Europeo “ETA”, e la cui responsabilità di prodotto riguardante l’intero sistema è del fabbricante;
  • Camino composito – camino installato o costruito in sito utilizzando una combinazione di componenti compatibili (tubo interno, isolante, involucro esterno ecc.) che possono essere forniti da produttori diversi o dallo 
stesso produttore. La responsabilità sulle prestazioni di prodotto dell’insieme di elementi (in particolare la distanza da materiale combustibile) ricade sull’installatore.

 

Per ogni installazione, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto (prove di tenuta, di emissione, rendimento e tiraggio), l’impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme secondo il DM 37/2008, nonché di compilare ed apporre in modo che sia sempre visibile la placca camino secondo la norma UNI EN 1443/2005, che riporta le caratteristiche tecniche della canna fumaria, la data installazione e verifica, il nominativo del fabbricante e quello dell’installatore; analogamente, verrà rilasciata al termine di ogni intervento di pulizia e manutenzione la documentazione prevista dal DPR 74/2013 e dal DM 10/04/2014 (compilazione delle apposite schede del libretto di impianto).

2 Comments

  1. Domanda: Se la norma dice che non possono avere dei dispositivi di intercettazione, come serrande o valvole, vuol dire che non si possono installare i tubi con valvola a farfalla o si fa riferimento ad altro tipo di intercettazione?

  2. Gentile utente, per rispondere alla sua domanda riportiamo una piccola parte della norma relativa ai canali da fumo:

    “Eventuali serrande di regolazione del tiraggio inserite nel canale da fumo non devono ostruire ermeticamente la sezione interna del condotto. Tali serrande devono essere dotate di adeguata apertura di sicurezza o altro meccanismo idoneo ad evitare la completa rotazione della valvola in posizione chiusa. La superficie minima dell’apertura di sicurezza deve essere pari al 3% della sezione di passaggio e comunque non minore di 20 cm2. In ogni caso i dispositivi di regolazione devono essere installati nello stesso locale dell’apparecchio”.

    È possibile, quindi, installare canali da fumo dotati di valvole a farfalla o serrande di regolazione, a patto che rispettino le caratteristiche riportate dalla norma.

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