progettazione-canna-fumaria

Installare un sistema fumario secondo prescrizioni normative significa poter escludere ed evitare in futuro tutta una serie di problemi e danni, talvolta molto gravi. È necessario effettuare un’adeguata scelta di prodotti e materiali da utilizzare in funzione della tipologia dell’impianto asservito, ed è indispensabile osservare sempre le indicazioni del produttore.

 

Gli impianti devono essere installati a regola d’arte e per farlo è necessario rispettare le seguenti leggi e norme UNI:

  • Impianti a gas domestici: UNI 7129;
  • Impianti e apparecchi a biomassa: UNI 10683;
  • Centrali termiche, tutti i combustibili: Lgs n°152/06.

Gli impianti a gas devono essere sempre installati da ditte installatrici certificate secondo il DM 37/08, lettera E.

Gli impianti a gas fino a 35 kW devono essere installati secondo la UNI 7129 e devono sempre avere una dichiarazione di conformità che comprenda anche la canna fumaria.

 

Tutte le canne fumarie, nonché i sistemi fumari di cucine a gas, devono essere conformi alle specifiche norme di prodotto, alle norme UNI EN 1443 e, se metalliche, anche alla UNI TS 11278/2008.

 

L’impresa installatrice autorizzata, una volta completata l’installazione, applica la placca di identificazione della canna fumaria e rilascia al committente la Dichiarazione di Conformità con i suoi allegati obbligatori, tra i quali il libretto di uso e manutenzione predisposto dal fabbricante.

Ogni camino o canna fumaria di nuova costruzione deve essere corredato da un Certificato marcato CE riportante, oltre ai dati del costruttore e dell’installatore, le caratteristiche tecniche (designazione di prodotto) e se si tratta di “camino composito” o di “sistema camino”.

La costruzione di canne fumarie, in modo particolare per caminetti, stufe a pellet, caldaie a biomassa, etc., utilizzando più componenti singoli marcati CE (esempio: canne in acciaio monoparete + lana roccia + cavedio esterno in vari materiali) richiede, alla fine dell’installazione, al momento dell’apposizione della placca identificativa, l’apporto di un tecnico che stabilisca le caratteristiche del prodotto ottenuto dall’assemblaggio dei vari componenti e, in particolare, definisca la temperatura di funzionamento, la distanza dei materiali combustibili, ecc. Questo permetterà, a eventuali successive imprese, in caso di sostituzione dell’apparecchio termico, di sapere se la canna fumaria sarà compatibile con il nuovo apparecchio.

 

Come evitare il pericolo di incendio

Per evitare il pericolo di incendio è necessario rispettare la distanza di sicurezza dai materiali combustibili. L’installatore di prodotti designati e marcati secondo la UNI EN 1856-2 deve definire la distanza dai materiali combustibili secondo una delle seguenti modalità:

Calcolare la distanza dei materiali combustibili secondo la UNI EN 15287-1, a eccezione dei canali da fumo per i quali la distanza dai materiali combustibili si trova indicata sul certificato rilasciato dal produttore del camino stesso;

Rispettare le distanze minime di sicurezza indicate nelle norme di installazione (per esempio UNI 7129, UNI 10683, UNI 10845).

Se la distanza di sicurezza non è indicata né dalla designazione CE, né dal Benestare Tecnico Europeo “ETA” del produttore del camino, e nemmeno dal posatore secondo il calcolo della UNI EN 15287, occorre considerare una distanza minima di 500 mm per tutti i tipi di combustibile.

 

Inoltre, nel caso di prodotti isolati in opera, è necessario definire la resistenza termica (per esempio secondo il metodo di calcolo della UNI EN 15287-1).

L’impiego di una canna fumaria in un generatore alimentato con combustibili solidi deve prevedere la possibilità che si verifichino incendi di fuliggine all’interno del camino. Le alte temperature sollecitano fortemente il condotto dei fumi, con notevoli dilatazioni sia radiali che longitudinali che, se non previste, possono provocare danni seri.

Così, per i sistemi di evacuazione fumi asserviti ad apparecchi alimentati con combustibili solidi, è richiesta la resistenza al fuoco di fuliggine e quindi la designazione G, seguita dalla distanza dai materiali combustibili espressa in millimetri.

Esempio di designazione di un sistema camino in acciaio inox: UNI EN 1856/1 T400 N1 W V2 L50040 G50, dove G50 = resistenza al fuoco di fuliggine, distanza da materiali combustibili = 50 mm.

 

La norma EN 1856-1 prevede una prova di shock termico nella quale il camino di prova viene sottoposto a un flusso di prodotti della combustione di uno speciale bruciatore con temperatura di 1000°C per un tempo pari a 30 minuti; la massima temperatura superficiale dei materiali combustibili posti vicino al camino di prova alla distanza dichiarata dal costruttore non deve superare i 100°C, riferita ad una temperatura ambientale di 20°C.

Naturalmente, anche quando l’impianto è installato correttamente e con i materiali prescritti dalle norme, i pericoli maggiori di incendio provengono da situazioni particolari, ad esempio un eccessivo carico di combustibile inserito nel caminetto oppure, nel caso di un incendio interno della fuliggine, perdite della canna fumaria (gas caldi oppure scintille) e l’eccessiva ventilazione che favorisce la propagazione dell’incendio.

 

Riassumendo, per evitare il rischio di incendio bisogna tenere in considerazione che:

  • La distanza di sicurezza da materiali combustibili (travi di legno, tubi di plastica, isolamento dei muri, mobili, divani, tende ecc.) deve essere sempre rispettata, indipendentemente dal combustibile, perché il pericolo sussiste già a 130°C;
  • I sistemi per l’evacuazione dei prodotti della combustione, specialmente nel caso di combustibili solidi, devono smaltire fumo a temperature alte (300°C);
  • I depositi carboniosi sulle pareti si possono incendiare sviluppando temperature superiori ai 1000°C.

Da non trascurare, inoltre, sono l’adeguata pulizia e la periodica manutenzione del canale da fumo: annua per i combustibili gassosi, semestrale, trimestrale e in alcuni casi addirittura mensile per il combustibile liquido e solido (consigliata dopo aver consumato 35/40 quintali di legna).

 

Periodicità della manutenzione della canna fumaria

La periodicità della manutenzione va svolta:

  1. Come indicato dai produttori del generatore e del sistema fumario;
  2. Come stabilito dalla legislazione vigente (D. Lgs. 311, UNI 8364, UNI 10863).

Un ulteriore fattore da considerare è la tenuta dei fumi della canna fumaria, come indicato nelle diverse norme (UNI EN 1443, UNI EN 10856, UNI 10683, UNI 7129, D. Lgs n°152/06 ecc.). Per la verifica l’installatore esegue una prova di tenuta secondo la procedura della norma UNI 10845; il risultato va poi riportato nella dichiarazione di conformità e, nel caso del gas, riportato anche nell’apposito modulo della delibera 40.

 

Gli errori esecutivi del camino che possono causare un incendio

Gli errori esecutivi del camino che possono causare un incendio sono:

  • Camino con Classe di temperatura inferiore alla temperatura nominale effettiva dei fumi (es.: camino con T160, adatto per caldaie a gas, usato invece per stufa a legna, con temperatura dei fumi ben maggiore);
  • Camino con presenza di materiali combustibili (travi di legno, assi, moquette, ecc.) a distanza inferiore di quella stabilita;
  • Camino non “denominato” per incendio fuliggine, utilizzato per combustibile solido;
  • Camino assemblato non a regola d’arte, può originare punti caldi (temperatura superficiale esterna superiore rispetto a quella determinata dalle prove);
  • Impianto termico e camino, dimensionati in modo errato.

Per quanto concerne l’evacuazione dei prodotti della combustione negli impianti esistenti alimentati a gas, è necessaria la verifica della funzionalità, la verifica di idoneità e adeguamento, risanamento e ristrutturazione, come prescritto dalla norma UNI 10845/2000.

 

Gli impianti domestici preesistenti al 13 Marzo 1990 sono regolati dalla norma UNI 10738/2012, che consente agli operatori del settore di valutare lo stato di sicurezza degli impianti alimentati a gas esistenti indipendentemente dall’anno di costruzione, ovvero senza tenere conto della norma in vigore all’epoca della realizzazione dell’impianto stesso. Viene effettuata la verifica dell’efficienza dei sistemi di scarico dei prodotti della combustione, la verifica della ventilazione e dell’aerazione.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Close